Posa parquet

Posa parquet

Consigli per la posa del parquet. Riportiamo qui di seguito gli aspetti salienti di cui tener conto.

Misurazione della stanza e determinazione del senso di posa

Prima di iniziare la posa è necessario misurare la stanza. E’ importante verificare eventuali fuori squadra delle pareti parallele al lato lungo delle doghe. Se c’è effettivamente un fuori squadra si consiglia di allineare le doghe con la parete più vicina alla porta di ingresso o comunque con quella più in vista. Gli eventuali fuori squadra delle pareti parallele ai lati corti delle doghe risulteranno visivamente pressoché nulli. 

A meno di geometrie di posa particolari (posa diagonale, mosaico o altro), le doghe vanno posate di preferenza trasversalmente rispetto alla fonte principale di luce, in modo che le giunzioni di testa tra i singoli elementi risultino meno visibili.

La scelta del senso di posa può anche contribuire ad ingrandire o rimpicciolire otticamente gli spazi.

Calcolo dello sfrido

Non bisogna dimenticare di prevedere anche un’adeguata quantità di sfrido. 
Le percentuali riportate di seguito si riferiscono a stanze di dimensioni medie e di formato rettangolare. La percentuale di sfrido aumenta per stanze piccole o con nicchie, sporgenze o pilastri.

• Posa a correre: 5% circa

• Posa diagonale: 15% circa

• Posa a spina di pesce: 10% circa

• Battiscopa: 5% circa

Stoccaggio del parquet

Il parquet XILO è imballato accuratamente, con protezioni in cartone alle estremità delle doghe e una copertura in film termoretraibile che protegge dallo sporco e dall’umidità durante il trasporto e lo stoccaggio. Questa tuttavia non protegge da un’esposizione prolungata all’umidità; il parquet va quindi stoccato al chiuso, in locali protetti, va invece evitata ad ogni costo l’umidità. 

Le confezioni, se spallettizzate, dovranno essere isolate dal suolo ed accatastate in piano. Andranno trasportate in cantiere solo al momento della posa e non dovranno essere aperte fino ad allora.

Controllo del materiale prima della posa

Come indicato nella norma UNI 11265 – Pavimentazioni in legno – Posa in opera – Competenze, responsabilità e condizioni contrattuali, eventuali danni di trasporto, errori nella fornitura o vizi riconoscibili vanno verificati prima di procedere alla posa. Il parquet già posato non può più essere oggetto di reclamo per vizi evidenti. 

Le vernici all’acqua utilizzate sui parquet xilo1934 sono del tutto prive di emissioni nocive per la salute; per evitare danneggiamenti, è assolutamente vietato l’uso di nastri adesivi sulla superficie del pavimento in legno che, se non compatibili con le vernici all’acqua, potrebbero parzialmente rimuovere lo strato di finitura.

 

Condizioni climatiche per la posa

Prima ancora di trasportare il parquet in cantiere, il posatore deve verificare che opere di muratura, intonaci, verniciature e tappezzerie siano stati completati e siano asciutti, con contenuto di umidità percentuale residua non superiore al 2%. 

La porta di ingresso e le finestre devono essere già installati, i relativi vetri montati e in generale le stanze da pavimentare dovranno essere arieggiate e al completo riparo da sbalzi termici. Eventuali sanitari dovranno essere già installati, mentre porte interne e battiscopa andranno montati dopo la posa del parquet.

L’umidità ambientale deve essere compresa tra 45% e 60% e la temperatura non deve essere inferiore a 15 °C.

I piani di posa

Nella pratica costruttiva corrente ci sono tre tipi di posa del parquet:

• posa incollata

• posa flottante

• posa inchiodata / avvitata

Il piano di posa dev’essere scelto, progettato e realizzato in funzione della modalità di posa prescelta, oltre che ovviamente delle necessarie caratteristiche strutturali.

I piani di posa sono costituiti fondamentalmente da:

• massetti cementizi di vario tipo;

• massetti a base di anidrite;

• pannelli in legno e derivati;

• pavimentazioni preesistenti.

L’imperativo primario è proteggere il pavimento in legno dall’umidità. A rischio sono:  sono locali riscaldati sovrastanti porticati, scantinati, garages e simili non riscaldati, oppure viceversa locali sovrastanti ambienti particolarmente caldi e umidi (saune, palestre, piscine). In questi casi è assolutamente necessario prevedere una barriera al vapore.

Massetti cementizi

Il massetto cementizio dev’essere spesso almeno 4 cm. per la posa incollata e flottante e almeno 7 cm. per la posa inchiodata / avvitata.

La resistenza a compressione di un massetto per uso civile non dev’essere inferiore a 20 N / mm2. Il massetto dev’essere perfettamente planare, liscio, compatto ed omogeneo, senza fessurazioni né crepe. Colpito con un mazzuolo, deve risuonare con un suono pieno, non deve formare impronte evidenti, né sgretolarsi o creare polvere. Non deve contenere tubazioni, né impianti o parti di essi, che devono invece essere posizionati nello strato di compensazione sottostante alla barriera al vapore. Dev’essere inoltre pulito, per non ridurre l’ancoraggio del collante al sottofondo.

E’ indispensabile che il massetto abbia terminato il proprio tempo di stagionatura, che può variare a seconda della stagione, dello spessore del massetto, delle condizioni del cantiere e del tipo di cemento usato. L’umidità residua, che va misurata con un igrometro, non dev’essere superiore al 2%.

Devono essere previsti nel massetto adeguati giunti perimetrali (che non dovranno poi essere coperti dal legno, ma solo nascosti con il battiscopa) sia lungo le pareti, sia attorno ad ogni singolo elemento (pilastri, muretti ecc.) presente nel locale.
Nei locali di dimensioni importanti, con almeno una parete di lunghezza superiore ai 6 m., vanno realizzati anche appositi giunti di contrazione rettilinei, prevedendo campiture di massimo 6 x 6 m. Tali giunti non andranno riempiti, ma solo coperti dal parquet. 
E’ responsabilità del posatore verificare prima della posa l’idoneità del massetto cementizio.

Massetti a base di anidrite

Hanno il vantaggio di essere più leggeri dei tradizionali massetti cementizi, di indurire più rapidamente e di essiccarsi in tempi più brevi. Spesso sono anche autolivellanti.
Se è prevista la posa incollata del parquet, il massetto va spolverato e trattato con un primer compatibile con il collante previsto.

Pannelli in legno e derivati

Per comodità del posatore è stata approntata una RELAZIONE TECNICA DI CANTIERE PER LA POSA DI PAVIMENTI IN LEGNO (scaricabile), che riassume i vari punti da verificare in cantiere prima di procedere alla posa.

Pavimentazioni preesistenti

Una vecchia pavimentazione in legno può costituire un ideale piano di posa per un nuovo parquet, che può essere installato sia con posa incollata che con posa flottante o inchiodata / avvitata. L’unica accortezza dev’essere di orientare il senso di posa del nuovo parquet ortogonalmente o al massimo a 45° rispetto al parquet sottostante. Pavimentazioni in piastrelle, pietra, cotto, marmo e simili possono essere ricoperte con parquet, a patto che siano perfettamente aggrappate. Potrebbe essere necessario sabbiare o graffiare la superficie per favorire la presa del collante.

I pavimenti resilienti (PVC, moquette, linoleum ecc.) vanno completamente rimossi se è prevista una posa incollata del parquet. Vanno anche asportate tutte le tracce di vecchi collanti. Se invece è prevista una posa flottante, si può teoricamente conservare il pavimento resiliente, purché di spessore contenuto.

Le tecniche di posa

Le tecniche di posa sono fondamentalmente tre:

• posa incollata

• posa flottante (o galleggiante)

• posa inchiodata / avvitata.

La posa incollata

La posa riduce i movimenti del parquet, presenta una ridotta resistenza alla trasmissione termica (ed è quindi più indicata per i pavimenti riscaldati), rende il parquet meno rumoroso al passo, sia per quanto riguarda il calpestìo che viene percepito al piano sottostante, sia per quanto riguarda il suono avvertito da chi cammina. 
La posa incollata è ideale per i parquet soggetti ad essere bagnati (ad es. quello del bagno), può essere adottata sia con il parquet stratificato che con quello massiccio.

Si raccomanda di utilizzare solo colle di alta qualità e di seguire attentamente le istruzioni del fabbricante. 
Per una corretta stesura dell’adesivo, dotarsi di una spatola con denti triangolari (la lunghezza dei denti dev’essere quella consigliata dal fabbricante della colla). Preparare quindi un fondo uniforme di adesivo. E’ possibile che ogni 20 – 30 m2 di posa i denti della spatola si consumino al punto da non permettere una stesura omogenea. In tal caso la spatola andrà sostituita. Eccessi o carenze di colla possono compromettere la corretta posa del parquet. 
Si consiglia di verificare di tanto in tanto la capacità di adesione del collante steso, applicando e sollevando un listello, che deve risultare “bagnato”. 
Si inizia poi la posa realizzando una prima fila (la cosiddetta “partenza”), eseguita nel punto previsto dalla geometria di posa prevista. A differenza che nella posa flottante, gli incastri delle doghe non devono essere incollati. 
Si raccomanda di calpestare il parquet incollato soltanto una volta che la colla abbia fatto completamente presa. 
Una volta terminata la posa, rimuovere immediatamente i residui di colla presenti sulle doghe con un panno umido o con i prodotti indicati dal fabbricante della colla.

La posa flottante

La posa flottante non è applicabile al parquet massiccio, che può essere solo incollato o inchiodato / avvitato. E’ sconsigliata anche in caso di pavimento riscaldato.
La posa flottante è vantaggiosa quando ci siano da posare ampie superfici, perché è mediamente più rapida della posa incollata, oppure quando ci siano da preservare pavimentazioni sottostanti, oppure se si tratta di una pavimentazione temporanea, o ancora se il massetto non è perfetto, presenta ad esempio piccoli dislivelli che sarebbe costoso correggere e che invece possono essere assorbiti dal materassino. 
Questa tipologia di posa richiede doghe di dimensioni abbastanza grandi, che con il loro peso garantiscano il minor movimento possibile una volta posate. 
Nella posa flottante il parquet viene semplicemente appoggiato al piano di posa, senza essere fissato al sottofondo e, una volta assemblato, può quindi “flottare” unito durante i normali movimenti di assestamento del legno. Sotto il parquet viene steso un materassino che garantisce l’isolamento acustico, oltre ad uniformare il contatto del parquet con il piano di posa. Questo materassino va risvoltato sulle pareti, dietro al battiscopa. 
I listelli di parquet vengono incastrati tra di loro dopo che un sottile strato di colla è stato applicato nella parte inferiore della femmina sul lato lungo. Per maggior sicurezza si può pensare di mettere due punti di colla anche sulle teste dei listelli. 
La fuga perimetrale va dimensionata in funzione delle misure del locale, prevedendo circa 1 cm. di fuga per una stanza fino a 6 x 6 m. Per locali di dimensioni superiori andrebbero previsti anche dei giunti di dilatazione.

La posa inchiodata / avvitata

La posa inchiodata (o avvitata) viene normalmente impiegata per il parquet massiccio a spessore 22 mm. Il listone viene inchiodato / avvitato su un apposito supporto (magatelli annegati nel massetto, tavolato di legno, travetti appoggiati, pannelli in legno) con chiodi o viti infissi obliquamente a 45 gradi, in corrispondenza della parte superiore del maschio. I chiodi devono essere di ferro e non di acciaio, al fine di evitare rotture e devono penetrare nel supporto per almeno 20 mm. 

La distanza tra le singole file di magatelli o di altri supporti, normalmente compresa tra i 15 e i 35 cm., va proporzionata alla lunghezza dei listoni da porre in opera.

Una volta terminata la posa…

… tenere sempre presente che l’ideale per una buona conservazione del parquet sarebbe un’umidità relativa dell’aria del 50 – 60% con una temperatura ambiente di 18 – 21°C. Un’umidità inferiore ed una temperatura ambiente superiore comportano il rischio della formazione di fughe, mentre un’umidità relativa superiore al 60% può causare deformazioni delle doghe.

Se sono previsti altri lavori di cantieristica leggera nei locali appena pavimentati, è indispensabile proteggere il parquet con materiale spesso, traspirante, morbido e non appiccicoso.

Avvertenze per la posa nei locali pubblici

In questo tipo di locali bisogna evitare di appoggiare il bancone di servizio sopra al parquet, perché il suo peso bloccherebbe i movimenti di dilatazione del pavimento. Se è previsto di fissare a pavimento sedie, tavoli, panche o altri arredi, occorre lasciare un adeguato spazio di dilatazione tra le viti e il parquet.
In presenza di mobili pesanti (ad es. mobili-archivio) si consiglia l’utilizzo di ripartitori di carico in gomma o altri materiali. Analogamente è opportuno verificare la posizione e il peso di eventuali attrezzature sportive appoggiate sul parquet.
Divisori e attrezzature varie andrebbero predisposte prima della posa del parquet. Eventuali colonne per servizi elettrici, telefonici e ausiliari non dovrebbero essere avvitate a pavimento. 
Le notevoli sollecitazioni e vibrazioni trasmesse al pavimento comportano una particolare attenzione al sottofondo, che deve essere livellato, e all’incollaggio delle plance, che dev’essere accurato e senza vuoti.

Posa del parquet su pavimento radiante (riscaldato)

Il parquet può essere tranquillamente posato su un sistema di riscaldamento radiante, purché si rispettino alcune indicazioni. 
Deve essere realizzata privilegiando legni che abbiamo un’alta stabilità dimensionale, quali il Rovere, l’Iroko o il Teak. 
La posa flottante è consentita, a patto che si impieghi un tappetino con bassa trasmittanza termica, affinché il calore non resti confinato al di sotto del tappetino stesso (da evitare in assoluto gli isolanti in sughero). Questa tecnica, inoltre, se ben applicata, consente di eliminare qualsiasi forma di rilascio di sostanze nocive, data l’assenza di collante. 
Tuttavia, la posa più indicata è quella incollata, poiché consente al calore di passare dal sottofondo in superficie in modo migliore rispetto alla posa flottante. Naturalmente il primo passo è assicurarsi che la colla impiegata sia eco-compatibile, in modo da evitare qualsiasi rilascio di sostanze nocive, soprattutto in presenza di vecchi impianti con temperature di esercizio piuttosto alte.

Barriera al vapore

E’ necessario posare un’adeguata barriera al vapore sotto l’impianto di riscaldamento. Nel dubbio, prima di iniziare la posa è bene farsi rilasciare un documento che indichi che tale operazione è stata eseguita, per cui viene autorizzata la posa.

Strato ripartitore (massetto di finitura)

Lo strato ripartitore di carico deve avere ottime caratteristiche meccaniche quali resistenza alla flessione e alla compressione. Lo spessore al di sopra dei tubi dev’essere di almeno 3 cm. Uno spessore inferiore aumenterebbe la temperatura della superficie e questo potrebbe causare delle antiestetiche alterazioni del pavimento in legno. 
Uno spessore inferiore accompagnato da basse resistenze a compressione e condizioni di esercizio gravose potrebbe inoltre comportare dei cedimenti, lesionare il massetto e i tubi. E’ sempre necessario farsi garantire una resistenza alla compressione di almeno 30 MPa. In un pavimento riscaldante rivestito con parquet si sviluppano delle forti sollecitazioni contrastanti tra di loro che si ripercuotono sul punto più debole dell’opera, che sono solitamente i primi 1-2 mm di spessore della superficie dello strato ripartitore di carico. E’ pertanto fondamentale che lo strato ripartitore di carico non sfarini e che sia tenace e compatto su tutto il suo spessore. Collante e massetto devono garantire una resistenza allo strappo di almeno 2 N/mm2. Lo strato ripartitore di carico deve poi essere in quota e perfettamente in piano. 
Per grosse superfici sono necessari i giunti di dilatazione posizionati tassativamente dall’impresa che esegue lo strato ripartitore di carico, secondo le indicazioni della ditta che mette in opera l’impianto di riscaldamento. Deve essere considerata la geometria di posa allo scopo di evitare che un giunto di dilatazione coincida esattamente con i fianchi degli elementi posati. Lo strato ripartitore di carico, dopo il previsto periodo di stagionatura effettuato senza accendere l’impianto di riscaldamento, deve essere collaudato partendo dalla temperatura ambiente, che va aumentata di 5° al giorno fino alla temperatura massima di esercizio e mantenendola poi per 10 giorni; successivamente si deve scendere di 5° alla volta fino a al raffreddamento. Con il collaudo si vede subito se il massetto ha una dilatazione regolare e uniforme o se si formano fessurazioni che potrebbero poi ripercuotersi sul parquet oppure si creano imbarcamenti ai lati, che altererebbero la planarità della superficie oltre a favorire fastidiosi tamburamenti. Dopo il collaudo deve essere testata l’umidità residua sullo strato ripartitore di carico che deve avere un’umidità del 1,7% con base cementizia e dello 0,3% con base di anidride.

Posa del parquet

Sicuramente si otterranno migliori risultati di posa se nell’ambiente c’è una percentuale di umidità bassa. E’ sufficiente in molti casi mettere in funzione l’impianto di riscaldamento e in casi specifici utilizzare un deumidificatore. Per poter posare il legno con un’umidità leggermente al di sotto di quella di equilibrio senza correre rischi, devono essere escluse tutte quelle condizioni che possono umidificare bruscamente il parquet (e che purtroppo si verificano spesso nei grossi cantieri).

Funzionamento

Per evitare rigonfiamenti, ritiri e in generale deformazioni del parquet, vanno tenuti monitorati alcuni parametri. 
La temperatura di esercizio dell’impianto di riscaldamento dev’essere bassa, non deve superare i 30°C. 
Dopo la posa, la temperatura del parquet in superficie non deve superare i 26°C. L’ideale sarebbe una temperatura ambiente di 18 – 21°C con un’umidità relativa dell’aria del 50 – 60%.
Per evitare concentrazioni di calore quando l’impianto è in funzione si consiglia di staccare leggermente dalle pareti i mobili con zoccoli chiusi e di dotare gli schienali degli armadi di fori di ventilazione. Per la stessa ragione è sconsigliato l’uso di tappeti spessi. 
Dato che il legno è un prodotto naturale, sensibile alle variazioni termiche ed igroscopiche, può darsi che si creino delle fessurazioni sulla superficie del parquet. Non si tratta di un vizio di qualità, ma di una caratteristica del legno che è possibile controllare mantenendo una temperatura ambiente il più possibile costante intorno ai 18 – 21°C e monitorando l’umidità relativa dell’aria.

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