Pavimenti radianti

Pavimenti radianti

Il parquet può essere tranquillamente posato su un sistema di riscaldamento radiante, purché si rispettino alcune indicazioni.

La pavimentazione in legno su un sistema di riscaldamento radiante deve essere realizzata privilegiando legni che abbiamo un’alta stabilità dimensionale, quali il Rovere, l’Iroko o il Teak.

La posa flottante è consentita, a patto che si impieghi un tappetino con bassa trasmittanza termica, affinché il calore non resti confinato al di sotto del tappetino stesso (da evitare in assoluto gli isolanti in sughero). Questa tecnica, inoltre, se ben applicata, consente di eliminare qualsiasi forma di rilascio di sostanze nocive, data l’assenza di collante.

Tuttavia, la posa più indicata è quella incollata, poiché consente al calore di passare dal sottofondo in superficie in modo migliore rispetto alla posa flottante. Naturalmente il primo passo è assicurarsi che la colla impiegata sia eco-compatibile, in modo da evitare qualsiasi rilascio di sostanze nocive, soprattutto in presenza di vecchi impianti con temperature di esercizio piuttosto alte.

BARRIERA AL VAPORE

E’ necessario posare un’adeguata barriera al vapore sotto l’impianto di riscaldamento. Nel dubbio, prima di iniziare la posa è bene farsi rilasciare un documento che indichi che tale operazione è stata eseguita, per cui viene autorizzata la posa.

STRATO RIPARTITORE (MASSETTO DI FINITURA)

Lo strato ripartitore di carico deve avere ottime caratteristiche meccaniche quali resistenza alla flessione e alla compressione. Lo spessore al di sopra dei tubi dev’essere di almeno 3 cm. Uno spessore inferiore aumenterebbe la temperatura della superficie e questo potrebbe causare delle antiestetiche alterazioni del pavimento in legno.

Uno spessore inferiore accompagnato da basse resistenze a compressione e condizioni di esercizio gravose potrebbe inoltre comportare dei cedimenti, lesionare il massetto e i tubi. E’ sempre necessario farsi garantire una resistenza alla compressione di almeno 30 MPa. In un pavimento riscaldante rivestito con parquet si sviluppano delle forti sollecitazioni contrastanti tra di loro che si ripercuotono sul punto più debole dell’opera, che sono solitamente i primi 1-2 mm di spessore della superficie dello strato ripartitore di carico. E’ pertanto fondamentale che lo strato ripartitore di carico non sfarini e che sia tenace e compatto su tutto il suo spessore. Collante e massetto devono garantire una resistenza allo strappo di almeno 2 N/mm2. Lo strato ripartitore di carico deve poi essere in quota e perfettamente in piano.

Per grosse superfici sono necessari i giunti di dilatazione posizionati tassativamente dall’impresa che esegue lo strato ripartitore di carico, secondo le indicazioni della ditta che mette in opera l’impianto di riscaldamento. Deve essere considerata la geometria di posa allo scopo di evitare che un giunto di dilatazione coincida esattamente con i fianchi degli elementi posati.

Lo strato ripartitore di carico, dopo il previsto periodo di stagionatura effettuato senza accendere l’impianto di riscaldamento, deve essere collaudato partendo dalla temperatura ambiente, che va aumentata di 5° al giorno fino alla temperatura massima di esercizio e mantenendola poi per 10 giorni; successivamente si deve scendere di 5° alla volta fino a al raffreddamento. Con il collaudo si vede subito se il massetto ha una dilatazione regolare e uniforme o se si formano fessurazioni che potrebbero poi ripercuotersi sul parquet oppure si creano imbarcamenti ai lati, che altererebbero la planarità della superficie oltre a favorire fastidiosi tamburamenti. Dopo il collaudo deve essere testata l’umidità residua sullo strato ripartitore di carico che deve avere un’umidità del 1,7% con base cementizia e dello 0,3% con base di anidride.

POSA

Sicuramente si otterranno migliori risultati di posa se nell’ambiente c’è una percentuale di umidità bassa, in modo che il parquet venga posato in condizioni il più possibile simili a quelle che saranno le condizioni di esercizio. E’ sufficiente in molti casi mettere in funzione l’impianto di riscaldamento e in casi specifici utilizzare un deumidificatore. Per poter posare il legno con un’umidità leggermente al di sotto di quella di equilibrio senza correre rischi, devono essere escluse tutte quelle condizioni che possono umidificare bruscamente il parquet (e che purtroppo si verificano spesso nei grossi cantieri).

FUNZIONAMENTO

Per evitare rigonfiamenti, ritiri e in generale deformazioni del parquet, vanno tenuti monitorati alcuni parametri.

La temperatura di esercizio dell’impianto di riscaldamento dev’essere bassa, non deve superare i 30°C.

Dopo la posa, la temperatura del parquet in superficie non deve superare i 26°C. L’ideale sarebbe una temperatura ambiente di 18 – 21°C con un’umidità relativa dell’aria del 50 – 60%.

Per evitare concentrazioni di calore quando l’impianto è in funzione si consiglia di staccare leggermente dalle pareti i mobili con zoccoli chiusi e di dotare gli schienali degli armadi di fori di ventilazione. Per la stessa ragione è sconsigliato l’uso di tappeti spessi. 

Dato che il legno è un prodotto naturale, sensibile alle variazioni termiche ed igroscopiche, può darsi che in presenza di temperature superficiali eccessive o di una troppo scarsa umidità dell’aria si creino delle fessurazioni sulla superficie del parquet. Non si tratta di un vizio di qualità, ma di una caratteristica del legno che è possibile controllare mantenendo una temperatura ambiente il più possibile costante intorno ai 18 – 21°C e monitorando l’umidità relativa dell’aria.

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