Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature, "Rate of tree carbon accumulation increases continuously with tree size" (N. L. Stephenson et al.), sostiene che, per la maggior parte delle specie, gli alberi più grandi crescono più rapidamente e più a lungo di quelli piccoli e sono quindi in grado di assorbire più CO2.

Le piante assorbono un maggiore quantitativo di anidride carbonica quando sono in un periodo della loro vita detto "fase di crescita", la cui durata varia a seconda della localizzazione della foresta e delle specie in esse presenti; per gli alberi ad alto fusto questa fase dura, in genere, tra i 40 e i 100 anni. La CO2 infatti, oltre ad essere necessaria per il normale processo fotosintetico, è maggiormente assorbita durante le fasi di sviluppo in quanto viene impiegata dagli alberi per crescere ed aumentare le dimensioni del tronco in cui questa sostanza è immagazzinata.
 
Dato che, maggiori sono le dimensioni della pianta e più alto è il tasso di crescita, ne deriva che gli alberi di dimensioni maggiori assorbono più anidride carbonica. Ciò è vero fino a quando gli alberi passano ad una fase della loro vita definita "matura": il tasso di crescita subisce un forte calo, e le piante diminuiscono notevolmente la loro produttività.
 
In questo contesto, assume un'importanza sempre maggiore la tutela delle aree boschive protette e una gestione responsabile delle foreste per ricavarne materie prime: il taglio degli alberi "maturi", più vecchi e meno produttivi, crea spazio e risorse utili allo sviluppo di alberi nuovi e più efficienti, pronti ad accrescersi assorbendo CO2

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